Caimi: 60 anni di innovazioni

21 ago 2009 In: Brand

Nella storia dell’industria leggera italiana la vicenda professionale e imprenditoriale di Renato Caimi ha un carattere paradigmatico per la sua capacità di intrecciare creatività, sperimentazione e innovazione tecnologica.

Caimi Brevetti attraversa oltre cinquant’anni di storia del design. Un caso esemplare in Italia, dove dagli anni Cinquanta molte aziende avviano produzioni anche tecnologicamente sofisticate, quasi senza rendersi conto dell’“intensità” del design. Cercando sempre più il contributo di designer giovani o affermati, l’azienda ha voluto dare ai propri prodotti un valore non soltanto funzionale e commerciale ma anche e decisamente estetico.

Sedus approda a New York per Diesel

7 ago 2009 In: Brand

La Sedus, azienda attiva da oltre 130 anni nel campo degli arredi per ufficio, è approdata a Manhattan per servire l’altrettanto qualificata e nota azienda Diesel.

L’architetto Daniele Minestrini, infatti, ha progettato gli interni degli uffici direzionali della Diesel ubicati in un edificio di Manhattan degli anni ‘20. Egli ha espresso il suo concetto di design attraverso uffici open space in cui emergono postazioni di lavoro condivise, sedute Sedus e temtable, il tutto per favorire l’ottimizzazione degli spazi.

In questo edificio, che ospita tra le altre cose anche un club di biliardo, la Diesel conduce tutti i suoi affari. Per questo motivo Minestrini ha pianificato numerose aree ufficio e sale mostra nelle quali sono esposti abiti, gioielli, orologi e vini dell’azienda Diesel.

In futuro, il progetto prevede l’aggiunta di aree pubbliche con ristoranti, altre sale mostra e un nuovo club di biliardo.

Le condizioni di lavoro e la protezione delle persone che lavorano in ufficio, in termini di sicurezza e salute, prevedono che le “sedie da lavoro per ufficio” vengano prodotte secondo i principi ergonomici ed i requisiti funzionali minimi contenuti nelle seguenti norme:

UNI EN 1335-1, dimensioni e determinazione delle dimensioni;
UNI EN 1335-2, requisiti di sicurezza;
UNI EN 1335-3, metodi di prova per la sicurezza.

Le sedie sono catalogate, in base a specifiche caratteristiche prestazionali e dimensionali, in tre diverse classi.
La classe A prevede i requisiti dimensionali più restrittivi, rispetta maggiormente le dimensioni antropometriche dal 5% al 95% della popolazione.
La classe B prevede i requisiti intermedi tra le classi, rispettando i requisiti minimi richiesti dal D.Lgs. 626.
La classe C è caratterizzata dai requisiti minimi.

Sono state pubblicate nello scorso mese di giugno 2009 le revisioni di due norme che interessano la sicurezza e la salute delle persone che lavorano in ufficio: si tratta di due documenti relativi alle sedie da lavoro per ufficio, che devono essere prodotte e commercializzate secondo specifici requisiti funzionali e principi ergonomici per permettere al lavoratore di mantenere una postura corretta.

Resta in vigore la norma UNI EN 1335-1 : 2000 “Mobili per ufficio – Sedia da lavoro per ufficioDimensioni – Determinazione delle dimensioni” che specifica sia le dimensioni di tre tipologie di sedie (A, B e C) sia i metodi di prova per la determinazione di tali dimensioni. Per sedia da lavoro per ufficio nella norma si intende “una seduta per una persona, con schienale, con o senza braccioli” dove “la parte superiore della sedia, che include il sedile, ruota nel piano orizzontale ed è regolabile in altezza”.

La prima revisione riguarda la norma UNI EN 1335-2 : 2009 “Mobili per ufficio – Sedia da lavoro per ufficioParte 2: Requisiti di sicurezza” che specifica i requisiti meccanici di sicurezza delle sedie da lavoro per ufficio: tali requisiti sono basati su un utilizzo giornaliero di 8 ore da parte di una persona di peso non superiore a 110 kg. L’Appendice A della norma include carichi, masse e cicli di prove di sicurezza.

La UNI EN 1335-3 : 2009 “Mobili per ufficio – Sedia da lavoro per ufficio – Parte 3: Metodi di prova” specifica invece i metodi di prova per verificare la stabilità, la resistenza e la durabilità delle sedie da lavoro per ufficio. Non specifica le prove relative all’omologazione di singoli componenti: le prove devono essere applicate alla sedia vista come un articolo di arredamento, completamente assemblata e pronta per l’uso. Le prove, che consistono nell’applicazione -alle varie parti del prodotto- di forze che simulano un utilizzo funzionale normale, sono state messe a punto per valutare le proprietà della sedia da lavoro e non riguardano i materiali, il design, il processo di produzione.

Se in un ambiente la quantità di superficie in grado di riflettere le onde sonore è elevata, l’ambiente risulta molto riverberante fino a risultare fastidioso per l’ascolto di qualsiasi suono.
Tutto questo si verifica comunemente in svariate tipologie di locali destinati ad uso ufficio, open space, sala riunione, sale per convegni, ristoranti, negozi, palestre, piscine, scuole, ecc.
Spesso, per mancanza di informazione, ci si rassegna a lavorare o a frequentare ambienti dove il comfort acustico è del tutto assente. Questi ambienti accentuano notevolmente l’affaticamento, lo stress, il malumore.

Il comfort acustico può essere un elemento importante di giudizio da parte della clientela di un locale.

L’eccesso di confusione provoca per chi lavora:
- riduzione della produttività
- maggiore affaticamento
- più stress
- malumore
- perdita di clientela

per i clienti:
- fastidio
- disaffezione

Più spesso di quanto si creda, un intervento di correzione acustica può migliorare incredibilmente la vivibilità di un ambiente chiuso, trasformandolo in un luogo estremamente confortevole dal punto di vista acustico.
La Mercanti si avvale di tecnici esperti in acustica, regolarmente iscritti negli albi dei “tecnici competenti in acustica ambientale”, che sono in grado di misurare il comfort acustico del locale e prevedere il miglioramento che si può conseguire con le soluzioni proposte, senza trascurare la raffinatezza estetica ;)

I’m a solver – Antonio Consorti

10 lug 2009 In: Risorse umane

Antonio Consorti, con noi dal 2002. E’ il nostro tecnico commerciale, solver per il cliente finale.

Sentirlo approcciare il potenziale cliente è un piacere:

Gentile sig. Rossi, quali sfide sta affrontando?… e quali difficoltà sta incontrando nell’affrontare tali sfide… quali di queste le sembra che emergano maggiormente?… insomma, cosa non la fa dormire di notte?…

Si, perchè oggi rinnovare i propri uffici e la propria immagine è una sfida, una lotta da afforntare preparati, tenendo conto della produttività che in ufficio va strategicamente migliorata con il comfort e la salute delle risorse umane.

Sentiamo cosa ha da dirci in questa intervista:

Capisce i bisogni d’uso del cliente e mette in moto la sua capacità creativa, il suo desiderio di costruire e di migliorare la condizione del cliente e del suo ufficio e/o magazzino.

Appassionato di design e volenteroso nel dare al cliente la soluzione “fatta su misura“, Antonio è disponibile ad un’analisi accurata per lo studio dell’arredo dei vostri nuovi uffici, previo appuntamento a domicilio o presso la nostra sede di via Pasubio 10, a San Benedetto del tronto (AP).

Guardate e leggete le referenze ;)

Armadietti spogliatoio quale normativa?

8 lug 2009 In: Normativa

Armadi Spogliatoio e armadi per il vestiario a norma legge 626

La legge 626 – art. 40 prevede i seguenti adempimenti:
1. Locali appositamente destinati a spogliatoi devono essere messi a disposizione dei lavoratori quando questi devono indossare indumenti di lavoro specifici e quando per ragioni di salute o di decenza non si può loro chiedere di cambiarsi in altri locali.
2. Gli spogliatoi devono essere distinti fra i due sessi e convenientemente arredati.
3. I locali destinati a spogliatoio devono avere una capacità sufficiente, essere possibilmente vicini ai locali di lavoro aerati, illuminati, ben difesi dalle intemperie, riscaldati durante la stagione fredda e muniti di sedili.
4. Gli spogliatoi devono essere dotati di attrezzature Armadietti spogliatoio classici, sporco pulito, con tramezza, acciaio inox, sovrapposti, che consentano a ciascun lavoratore di chiudere a chiave i propri indumenti durante il tempo di lavoro.
5. Qualora i lavoratori svolgano attività insudicianti, polverose, con sviluppo di fumi o vapori contenenti in sospensione sostanze untuose od incrostanti, nonchè in quelle dove si usano sostanze venefiche, corrosive od infettanti o comunque pericolose, gli armadi per gli indumenti da lavoro devono essere separati da quelli per gli indumenti privati. Armadietti con divisorio sporco pulito.
6. Qualora non si applichi il comma 1 ciascun lavoratore deve poter disporre delle attrezzature di cui al comma 4 per poter riporre i propri indumenti.

PRECISAZIONE: IL TESTO DELLA NORMA SOPRA RIPORTATO DELINEA I CARATTERI GENERALI A CUI IL DATORE DI LAVORO SI DEVE ATTENERE PER ESSERE IN REGOLA CON QUANTO PREVISTO DAL DLG 626/94

Progetto realizzato: magazzino Aran World

7 lug 2009 In: Progetti magazzino

Il gruppo Aran World Srl si è affidato a La Mercanti:

- per lo studio del lay out di magazzino e la definizione di organizzazione, mezzi ed attrezzature
- per ottimizzare la movimentazione e lo stoccaggio dei materiali
- per aumentare la capacità del magazzino

La Mercanti (Andrea Bollettini in veste di capo progetto) ha affiancato il cliente Aran World nel verificare e ridisegnare l’organizzazione, coordinando tutte le parti coinvolte nello sviluppo della soluzione ottimale: un rinnovato magazzino con oltre 6.000 posti pallet su circa 5.000 mq di magazzino, 12 blocchi cantilever, un magazzino automatico verticale con oltre 200mq di superficie stoccabile.

Si è passati da un magazzino portapallet con carrelli frontali ad un sistema con carrelli trilaterali: è aumentata considerevolmente la capacità di stoccaggio e la possibilità di arricchire la gamma di cucine offerte al cliente finale.

Guarda la lettera di referenze

Salute uguale produttività

4 lug 2009 In: Salute

Riconosciamo che il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro ha una incidenza favorevole sulle condizioni di lavoro, sulla produttività e sullo sviluppo economico e sociale?

I datori di lavoro oggi più che mai iniziano a capire come la prevenzione faccia parte integrante di tutte le attività, tenendo conto che elevati standard di sicurezza e salute sul lavoro sono indispensabili al successo di queste attività.
Vorrei poi accennare alla teoria di Grossman. E’ possibile osservare che esiste una relazione anche tra istruzione e salute, in particolare l’istruzione avrebbe un impatto positivo sulla probabilità di godere di un buono stato di salute poiché aumentarebbe la produttività marginale degli inputs utilizzati per produrla. Oltre al lavoro di Grossman, diversi studi successivi hanno dimostrato che gli individui con un più elevato grado di scolarizzazione tendono a godere più frequentemente di un migliore stato di salute.

Progetto realizzato: uffici Relais Gourmet

25 giu 2009 In: Progetti ufficio

Quando abbiamo incontrato il sig. Cesare Cicchelli la prima volta, aveva già le idee ben chiare. Nell’ottica di realizzazione della nuova palazzina uffici, gli obiettivi di miglioramento erano esplicitati su tre punti:

- Pareti divisorie con caratteristiche a moduli vetrati per sfruttare la luce esterna, full high, a vetro doppio complanare con veneziana interna per le zone direzionali

- Arredi modulari e di design, che rispettino l’ergonomia e l’ottimizzazione degli spazi

- Sedute particolari nel rispetto del confort del personale e perfettamente integrabili con gli arredi

Alcune foto:

E questa la lettera di referenze ;)

Respiri sano in ufficio?

21 giu 2009 In: Salute

Che aria tira in ufficio?
Allergie e fastidi, ma anche il rischio di incorrere in infezioni delle vie respiratorie. Anche al lavoro, respirare sano è importante.

È risaputo che nell’aria che respiriamo in ufficio, luogo in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, ci possono essere inquinanti ed allergeni. Quello che non sempre si sa, però, è che a volte, se gli impianti idrici o di riscaldamento non sono sottoposti a corretta manutenzione, possono diventare sedi di virus o batteri e mettere chi lavora a rischio di infezioni respiratorie.  Il dott. Michele Ciccarelli, responsabile della Sezione di Pneumologia e Allergologia di Humanitas, ha pprofondito questo argomento.

Dottor Ciccarelli, com’è la qualità dell’aria negli uffici?
“Negli uffici principalmente circolano acari e allergeni di vario tipo perché durante una giornata lavorativa si accumula molta polvere dovuta ai computer, ai numerosi plichi di carta e alle moquettes, se presenti. Questi allergeni possono provocare riniti o congiuntiviti. Per questo, è importante aprire le finestre o utilizzare i sistemi di ricircolarizzazione per cambiare aria ogni tanto durante la giornata. In alcuni periodi, però, come quando si accendono i condizionatori oppure in presenza di umidificatori, possono diffondersi alcuni virus o batteri pericolosi per l’organismo come, per esempio, la Legionella. Legionella, infatti, è un batterio che vive negli impianti idrici e che, in presenza di certe condizioni di cattiva manutenzione degli impianti stessi, può diffondersi attraverso l’aria nebulizzata negli uffici, palestre, ospedali. Un altro esempio sono i funghi e le muffe. Le colonie di funghi liberano nell’aria delle piccolissime particelle (invisibili ad occhio nudo) chiamate spore. Queste spore possono essere trasportate nell’aria per lunghe distanze ed entrare negli edifici. Quando incontrano superfici capaci di fornire umidità e nutrimenti in quantità sufficiente formano una nuova colonia che può essere vista ad occhio nudo, per esempio la muffa sui muri. La proliferazione di microrganismi come batteri e funghi è spesso favorita dalla mancata adozione di un protocollo nella manutenzione e nell’impostazione di temperatura e umidità relativamente agli impianti di aria condizionata. Questo avviene in quanto i filtri degli impianti di condizionamento trattengono i microrganismi che possono proliferare all’interno dei filtri stessi che fungono, se non sostituiti frequentemente, da terreno di coltura con il risultato che funghi e batteri vengono immessi continuamente nell’ambiente attraverso i filtri contaminati”.

Quali disturbi provocano?
“La Legionella penetra nell’ospite attraverso le mucose delle prime vie respiratorie. L’infezione causata dal batterio Legionella viene indicata con il termine generale di ‘legionellosi’ e può presentarsi in tre distinte forme cliniche:

- la Malattia dei Legionari, che è la forma più severa dell’infezione, con una letalità media del 10% e si presenta come una polmonite acuta difficilmente distinguibile da altre forme di infezioni acute delle basse vie aeree. La malattia solitamente si manifesta dopo un’incubazione di 2-10 giorni con disturbi simili all’influenza come malessere, dolori muscolari e mal di testa a cui seguono febbre alta, tosse, respiro affannoso e sintomi comuni ad altre forme di polmonite. La complicanza più temibile è l’insufficienza respiratoria. Inoltre, possono comparire sintomi extrapolmonari utili ad indirizzare la diagnosi, quali manifestazioni neurologiche, renali e gastrointestinali.
- La Febbre di Pontiac, che è una forma simil-influenzale e deve il proprio nome ad un’epidemia acuta febbrile verificatasi nell’omonima località del Michigan (USA) nel 1968. Si presenta come una malattia acuta autolimitante che non interessa il polmone: dopo un periodo di incubazione di 24-48 ore compaiono febbre, malessere generale, mialgia, cefalea e, a volte, tosse e gola arrossata.
- La legionellosi, poi, può manifestarsi anche in forma subclinica, come si può dedurre dal frequente riscontro di anticorpi anti-Legionella spp in assenza di episodi di polmonite.

Una colonia di funghi (una macchia di muffa), invece, provoca una continua liberazione di spore nell’aria. Quando le inaliamo, esse possono innescare crisi allergiche provocando difficoltà respiratoria, congestione nasale, raffreddori, starnuti, irritazione alla gola, tosse, fatica e difficoltà di concentrazione oppure, nelle persone più sensibili o con deficit della risposta immunitaria, causare delle vere e proprie infezioni respiratorie”.

È necessario, quindi, che gli impianti siano sempre puliti?
“Assolutamente sì. L’acqua non deve ristagnare. La manutenzione igienica degli impianti degli uffici va effettuata non solo pulendo o sostituendo i filtri almeno una volta all’anno, ma pulendo anche l’interno dei canali. Per gli impianti casalinghi, invece, è fondamentale la manutenzione degli impianti di riscaldamento e la cura e la pulizia dei filtri dei condizionatori o umidificatori, che devono essere puliti osservando le istruzioni specifiche. In questo modo l’aria che respireremo sarà anche più pulita di quella esterna”.

Quanto è alto il rischio?
“In realtà non si devono creare allarmismi, perché le malattie causate da questi microrganismi non sono così diffuse. I microrganismi, infatti, si trovano negli impianti idrici o di condizionamento, ma solo quando superano una certa soglia diventano pericolosi. Si deve tenere presente, quindi, che anche se l’esposizione al microbo è frequente, la malattia è rara e non tutti la contraggono. Il rischio di contrarre l’infezione, quindi, dipende dalle caratteristiche del batterio (quanto è aggressivo e quanto è inquinato l’impianto), dalla predisposizione individuale (sono a rischio le persone più deboli come chi ha un’età avanzata, i bambini, i fumatori o chi ha un sistema immunitario debilitato) e dalle condizioni ambientali (l’intensità e il tempo dell’esposizione). Un impianto pulito e ‘non inquinato’, comunque, è la migliore garanzia di sicurezza della qualità dell’aria che respiriamo”.

E voi, respirate sano nel vostro ufficio?
Via “Humanitas

















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