dal Blog de LaMercantiSubscribe Now

Guardaci Signore Gesù…

Pietro si rattristò e pianse, perché sbagliò come tutti gli uomini…
Lacrime buone, perché lavano la colpa.
Soltanto quelli che Gesù guarda si mettono a piangere.
Pietro negò una prima volta e non pianse, perché il Signore non lo aveva guardato.
Negò una seconda volta: non pianse, perché il Signore non lo aveva ancora guardato.
Negò anche una terza volta: Gesù si voltò a guardarlo ed egli pianse amarissimamente.
Guardaci, Signore Gesù, affinché possiamo piangere il nostro peccato.
Dunque è utile per noi anche la caduta dei santi.
Non mi è stato di nessun danno il fatto che Pietro abbia negato, mi è stato invece di giovamento il fatto che si sia corretto…
Dunque Pietro pianse, e amarissimamente, pianse per poter lavare con le lacrime il suo peccato.
Anche tu, se vuoi meritare il perdono, sciogli nelle lacrime la tua colpa; in quello stesso istante, in quello stesso tempo Cristo guarda te.
Se per caso cadi in qualche errore, dal momento che è presente come testimone delle tue azioni segrete,
Egli ti guarda affinché tu ti ricordi di Lui e confessi l’errore.
Imita Pietro quando, in un altro episodio, per tre volte dice: Signore, tu sai che ti voglio bene.
Infatti, poiché per tre volte aveva negato, per tre volte confessa,
ma negò nella notte, confessa alla luce del giorno.

(Sant’Ambrogio)

Auguri di una Santa Pasqua :)

Santo Natale 2009

A Natale ricordiamo qualcosa di assai concreto ed importante per gli uomini, qualcosa di essenziale per la fede cristiana, una verità che san Giovanni riassume in queste poche parole: “il Verbo si è fatto carne”… Nel buio della notte di Betlemme si accese realmente una grande luce: il Creatore dell’universo si è incarnato unendosi indissolubilmente alla natura umana, sì da essere “Dio da Dio, luce da luce” e al tempo stesso uomo, vero uomo. Quel che Giovanni chiama in greco “ho logos” – tradotto in latino “Verbum” e in italiano “il Verbo” – significa anche “il Senso”. Quindi potremmo intendere l’espressione di Giovanni così: “il Senso eterno” del mondo si è fatto tangibile ai nostri sensi e alla nostra intelligenza: ora possiamo toccarlo e contemplarlo. Il “Senso” che si è fatto carne non è semplicemente un’idea generale insita nel mondo; è una “Parola” rivolta a noi. Il Logos ci conosce, ci chiama, ci guida. Non è una legge universale, in seno alla quale noi svolgiamo poi qualche ruolo, ma è una Persona che si interessa di ogni singola persona: è il Figlio del Dio vivo, che si è fatto uomo a Betlemme.
A molti uomini, ed in qualche modo a noi tutti, questo sembra troppo bello per essere vero. In effetti, qui ci viene ribadito: sì, esiste un senso, ed il senso non è una protesta impotente contro l’assurdo. Il Senso ha potere: è Dio. Un Dio buono, che non va confuso con un qualche essere eccelso e lontano, a cui non sarebbe mai dato di arrivare, ma un Dio che si è fatto nostro prossimo e ci è molto vicino, che ha tempo per ciascuno di noi e che è venuto per rimanere con noi. È allora spontaneo domandarsi: “È mai possibile una cosa del genere? È cosa degna di Dio farsi bambino?”. Per cercare di aprire il cuore a questa verità che illumina l’intera esistenza umana, occorre piegare la mente e riconoscere la limitatezza della nostra intelligenza. Nella grotta di Betlemme, Dio si mostra a noi umile “infante” per vincere la nostra superbia. Forse ci saremmo arresi più facilmente di fronte alla potenza, di fronte alla saggezza; ma Lui non vuole la nostra resa; fa piuttosto appello al nostro cuore e alla nostra libera decisione di accettare il suo amore. Si è fatto piccolo per liberarci da quell’umana pretesa di grandezza che scaturisce dalla superbia; si è liberamente incarnato per rendere noi veramente liberi, liberi di amarlo.
(Benedetto XVI)

Dal Volantino Santo Natale 2009 di Fides Vita

La Mercanti augura una Santa Pasqua 2009

Donna non piangere.

Gesù entrando in una città chiamata Nain, si imbatte con una donna vedova che segue, straziata dal dolore, il feretro del suo unico figlio. Di questo incontro viene riportato, seppur in maniera brevissima, qualcosa che ci costringe il cuore e lo sguardo: “Gesù appena la vide pianse, si commosse”.

In latino viene usata l’affermazione: misericordia motus super eam…

Scarica il volantino di Pasqua