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Magazzini Automatici: opportunità di successo per un’azienda al passo con i tempi

Molte aziende si trovano in una fase di indecisione tra lo stare fermi, continuando a gestire la logistica aziendale utilizzando strutture di stoccaggio statiche, ad esempio le scaffalature metalliche, e demandando l’operatività dei magazzini al personale con i classici strumenti per la movimentazione, e la possibilità di investire nell’automazione.

Stare fermi sicuramente porterà ad un risparmio iniziale dovuto al non dover spendere soldi per l’acquisto di nuove attrezzature, ma nel tempo esporrà l’azienda al rischio di non riuscire a stare al passo delle mutevoli e sempre più esigenti richieste del mercato.

Oggi vale seriamente la pena prendere in considerazione l’opportunità di investire in automazione per il magazzino.
Un magazzino automatico offre i seguenti benefici rispetto ad una soluzione tradizionale:

– Generalmente una minore occupazione di superficie a parità di merce stoccata, consentendo, o un risparmio economico nel caso di costruzione di una nuova struttura, o di liberare area per destinarla ad esempio ad un ampliamento della produzione.
– Controllo e aggiornamento della gestione degli inventari con le scorte gestite con grande precisone e in maniera assolutamente affidabile dando così all’azienda la possibilità di ridurre i volumi stoccati, diminuendo l’immobilizzo di capitale, senza rischiare la rottura di stock.
– Automatizzazione delle operazioni di entrata e uscita dei prodotti. Questo aspetto ha come primo beneficio quello di ridurre i tempi di picking e di lead time di un ordine sia si debba prelevare a pallets interi sia a colli misti. L’automazione di magazzino si fonda sul concetto di “merce all’uomo” a differenza dei sistemi di stoccaggio statici dove si lavora con “uomo alla merce”. Con il magazzino automatico si migliorano le condizioni di sicurezza nelle operazioni di prelievo e deposito poiché vengono eliminate tutte quelle movimentazioni in quota con mezzi di sollevamento, che spesso causano incidenti sul lavoro o danneggiamenti delle attrezzature come scaffalature e carrelli elevatori.
– Con il principio di lavoro ”merce all’uomo” si ha l’eliminazione totale degli errori di prelievo/deposito dovuti alla gestione manuale, si ottengono importanti incrementi di produttività nella logistica, con la possibilità di aumentare o diminuire gli orari di funzionamento degli impianti automatici in base alle necessità aziendali.
– Possibilità di adeguamento a condizioni di lavoro particolari come temperature negative, umidità estrema.
– Possibilità di controllo totale delle ubicazioni, della preparazione degli ordini in tempo reale e della produttività degli operatori.
– Eliminazione degli errori nelle spedizioni.
– Aumento della velocità nella preparazione degli ordini.
– Miglioramento nel rispetto dei tempi di consegna degli ordini.
– Riduzione del tempo nelle operazioni di fornitura.
– Miglior sfruttamento delle risorse fisiche e umane.
– Riduzione drastica delle perdite per deperimento.

Dal punto di vista economico oggi siamo in presenza di un importante strumento che consente di superare il principale ostacolo per investire in un magazzino automatico che è quello dell’elevato costo.
Nella Legge di Bilancio, il Governo Italiano, al fine di favorire gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi e per i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave Industria 4.0, ha inserito lo strumento agevolativo del cosiddetto iper ammortamento, che prevede l’ammortamento del bene con valore del costo di acquisto maggiorato del 150%.
I magazzini automatici rispettano i requisiti di ammissibilità all’agevolazione prevista.

Verifica di fattibilità adeguamento sismico scaffalature portapallet esistenti

ScaffalieSoppalchi dopo aver svolto per un’azienda leader nel settore della produzione di vernici per il legno la verifica e ispezione delle scaffalature metalliche ai sensi del D.LGS. 81/2008, è stata incaricata dalla stessa di eseguire uno studio di fattibilità per l’adeguamento sismico delle scaffalature portapallet esistenti nei vari stabilimenti.

Nel corso degli anni nei magazzini sono state installate scaffalature portapallet statiche, non antisismiche, di diversi produttori.

ScaffalieSoppalchi con personale specializzato ha eseguito il rilievo tecnico con l’acquisizione di tutte le informazioni necessarie alla elaborazione di una specifica Relazione di Calcolo Sismica, per ciascuna delle tipologie di scaffalature portapallet esistenti.

Al fine di poter decidere decidere se procedere con le attività di adeguamento sismico delle scaffalature, al cliente è stata fornita una relazione finale con tutte le informazioni, la documentazione tecnica, l’elenco dettagliato dei materiali, necessari per rendere le scaffalature portapallet esistenti antisismiche e a norma.

Seminario progettazione e realizzazione di soluzioni di stoccaggio antisismiche

Si è svolto il 25 Novembre 2016, c/o il Complesso Forum di Confindustria Servizi a San Benedetto del Tronto, il convegno “SCAFFALATURE ANTISISMICHE: SICUREZZA E RESPONSABILITÀ’ NEI MAGAZZINI INDUSTRIALI”.

L’incontro, che aveva lo scopo di sensibilizzare e informare, promosso e organizzato da La Mercanti in collaborazione con Rosss spa, ha avuto un ottimo riscontro, con la partecipazione di molti RSPP e titolari di importanti aziende delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Teramo.

Dopo la presentazione della ditta Rosss spa, azienda produttrice di scaffalature metalliche, specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni di stoccaggio antisismiche, da parte del Direttore Generale Simone Bettini, particolare interesse hanno suscitato gli interventi del Prof. Orlando, docente di Tecnica delle Costruzioni Università di Firenze, che ha illustrato il panorama normativo sul dimensionamento delle nuove scaffalature antisismiche e sull’importanza della sperimentazione strutturale sugli scaffali industriali; dell’ing. Lavacchini che ha spiegato le differenze tra strutture statiche e antisismiche, su quali possono essere i possibili miglioramenti sul parco scaffalature esistenti, sull’importanza delle visite ispettive ed il mantenimento del buono stato degli scaffali secondo la UNI – EN 15635. L’ing. Lavacchini ha inoltre descritto e illustrato alcune realizzazioni di magazzini autoportanti in zona sismica.

Grande attenzione anche all’intervento dell’avv. Piccaglia De Eccher che ha spiegato quali sono gli obblighi e le responsabilità dei vari referenti aziendali, nella scelta delle attrezzature ed impianti di magazzinaggio antisismici con particolare riguardo le implicazioni derivanti dall’applicazione del Testo Unico sulla Sicurezza D. Lgs. 81/08

L’ultimo intervento è stata la testimonianza diretta di Gianluca Finelli, Operation Director della ditta REDI spa, che ha raccontato come la politica aziendale orientata alla ricerca di soluzioni che privilegiano la sicurezza, e tra queste, la scelta di utilizzare scaffalature antisismiche, ha portato all’azienda notevoli risparmi economici dovuti al minor costo per polizze assicurative, diminuzione degli infortuni e del danneggiamento delle merci.

C’è stata molta interazione tra i partecipanti, che hanno chiesto chiarimenti sulle diverse questioni affrontate, e i relatori, sintomo dell’interesse suscitato dai temi trattati.

Da parte de La Mercanti un sentito ringraziamento va a tutti i partecipanti, ai relatori, a Rosss spa e a Confindustria Servizi Ascoli Piceno.

Scaffalature antisismiche: sicurezza e responsabilità nei magazzini industriali

La Mercanti conferma il suo impegno di azienda fornitrice di soluzioni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza nei magazzini industriali, proponendo le scaffalature metalliche antisismiche, progettate e realizzate secondo le più recenti normative e conoscenze tecniche.

Alla luce dei recenti eventi sismici che hanno colpito, e stanno ancora colpendo, le Marche, l’Umbria, l’Abruzzo e il Lazio, diventa obbligata, nella realizzazione di nuovi magazzini per lo stoccaggio di materiali, la scelta di scaffalature antisismiche.
Scegliere scaffali antisismici mette le aziende al riparo dai gravosi risvolti penali e dalle perdite economiche per possibili gravi infortuni dei lavoratori e danneggiamento o distruzione delle merci, in caso di evento sismico che potrebbe provocare il collasso delle scaffalature non progettate per resistere al sisma

Il prossimo 25 novembre si svolgerà c/o il Complesso Forum di Confindustria Servizi, in contrada S.Giovanni di San Benedetto del Tronto(di fronte Centro Commerciale Portogrande) il convegno “SCAFFALATURE ANTISISMICHE: SICUREZZA E RESPONSABILITA’ NEI MAGAZZINI INDUSTRIALI” a cura de La Mercanti srl in collaborazione con Rosss spa scaffalature industriali.

L’incontro, che vale come corso aggiornamento RSPP di 4 ore, con rilascio di attestato di partecipazione, indicherà il corretto iter da seguire nella scelta di nuove scaffalature metalliche per magazzini industriali, con particolare riguardo al panorama normativo sull’antisismica e con le implicazioni legali riguardo la sicurezza, gli obblighi e responsabilità dei diversi attori coinvolti nell’acquisto.

Verranno inoltre trattati i temi su come eseguire interventi migliorativi sul parco scaffalature esistente e sull’importanza delle visite ispettive ed il mantenimento del buono stato degli scaffali (momento formativo su uni-en 15635).

Relatori del convegno:
Prof. Orlando Maurizio (docente di Tecnica delle Costruzioni Università di Firenze)
Ing. Giovanni Lavacchini (Libero professionista specializzato nella progettazione di nuove costruzioni in acciaio e calcestruzzo armato antisismiche, nell’adeguamento sismico delle costruzioni esistenti e nella progettazione dei magazzini autoportanti)
Avv. Francesco Piccaglia De Eccher (Studio legale Piccaglia – Bologna- Specializzato sugli aspetti normativo-legali relativi al Testo Unico sulla Sicurezza D. Lgs. 81/08)
Simone Bettini (Direttore Generale e Vicepresidente Rosss spa, azienda produttrice di scaffalature metalliche e all’avanguardia nella progettazione e realizzazione di strutture per lo stoccaggio antisismiche

Andrea Bollettini : la progettazione dei magazzini aziendali oggi

Andrea Bollettini

Andrea Bollettini

Abbiamo intervistato Andrea Bollettini, co-fondatore de La Mercanti sulle tendenze nella progettazione dei magazzini aziendali di oggi.

Quali sono le tendenze per lo sviluppo dei magazzini nelle aziende moderne?

Nello sviluppo dei magazzini le aziende moderne tendono a realizzare un adeguato sistema di stoccaggio che garantisca un adeguato livello di servizio al Cliente, inserendo dove necessario il giusto livello di automazione

Oggi si parla molto di “servizio al cliente”, che cosa si intende per “servizio al cliente”?

Nell’ambito della fornitura dei prodotti o servizi il cliente è generalmente inteso come il consumatore finale, ma c’è tutta una catena che precede il consumatore finale, in cui c’è un continuo scambio cliente-fornitore. Chi acquista una scaffalatura, un soppalco o un servizio si attende che gli venga fornito ciò che ha ordinato nel giusto quantitativo, nei tempi e nella qualità promessi.

Questo è il servizio al cliente ed oggi il livello della sua qualità può rappresentare la discriminante del successo di un prodotto/servizio rispetto ad un altro

Può il magazzino condizionare il livello di servizio al cliente? E come?

Sicuramente sì. Il magazzino è uno snodo cruciale all’interno delle aziende. Nel caso per esempio di un magazzino materie prime o semilavorati, esso rappresenta il fornitore della produzione e se è disorganizzato ed inefficiente, non sarà in grado di garantire un servizio soddisfacente al suo cliente/produzione(materiali forniti in quantità, tempi e modi non idonei). Stessa considerazione vale nel caso del magazzino prodotti finiti che può essere fornitore sia di un’altra azienda che di un consumatore finale.

 Quali sono i principali criteri per la progettazione e realizzazione di un magazzino moderno?

Il magazzino delle aziende moderne deve avere i seguenti requisiti:

–      essere progettato e realizzato affinché sia efficiente ed efficace

–      avere un’ideale ottimizzazione e sfruttamento degli spazi

–      garantire il corretto flusso dei materiali e delle informazioni

–      essere progettato e realizzato con i massimi criteri di sicurezza e qualità per il personale che vi opera, e per la corretta conservazione e stoccaggio delle merci

–      garantire, nei limiti del possibile, una certa flessibilità viste le mutevoli esigenze del mercato

Quale convenienza si ha nell’acquistare per il magazzino prodotti certificati e “sicuri”?

Il prodotto certificato, progettato e realizzato con i massimi criteri di sicurezza, riduce le possibilità di infortunio del personale e rappresenta anche una garanzia nella protezione delle merci nelle normali attività di movimentazione e stoccaggio che si svolgono nei magazzini e nel caso di eventi naturali come per esempio i terremoti.

Quale aspetto del suo lavoro la gratifica di più?

La miglior gratifica è quella di vedere risolte con le nostre soluzioni, le problematiche del cliente, soprattutto quando è il cliente stesso che manifesta la propria soddisfazione nell’avere scelto noi e le nostre soluzioni

Quale aspetto del suo lavoro trova più difficile e sgradevole?

A volte il non riuscire a trasmettere e far capire al cliente i vantaggi e la convenienza nel seguire le ns. proposte.

Grazie!

Reti di protezioni anticaduta

La Mercanti mette a disposizione di una multinazionale americana, leader nella produzione di prodotti per la trivellazione di pozzi petroliferi, le proprie soluzioni per il miglioramento della sicurezza negli ambienti di lavoro, prima consigliando, e poi fornendo dei sistemi a rete di protezione contro la caduta dei materiali, da posizionare sulle file di scaffalatura portapallet singole presenti in corrispondenza di aree di lavorazione o di transito pedonale.
La problematica principale è rappresentata dal fatto che le scaffalature portapallet oggetto dell’intervento hanno sezione e disegno del montante di differenti tipologie e alcune anche molto datate e andate fuori produzione. Data questa difficoltà, la ns scelta, condivisa dal RSPP aziendale, è ricaduta sul sistema anticaduta MS costituito da pannelli in rete saldata su un telaio tubolare, caratteristica che la rende molto più solida rispetto all’uso della semplice rete elettrosaldata come proposto da alcune aziende che operano sul mercato.

La particolarità del sistema MS è quella di adattarsi facilmente a tutte le tipologie di scaffalatura, potendo scegliere tra due tipologie di staffe di ancoraggio in base al disegno del montante a cui devono essere agganciate.

La collaborazione tra il ns personale addetto all’installazione, che ha dato la massima flessibilità negli orari e nell’organizzazione del lavoro, e il cliente, ha permesso di eseguire il lavoro nei tempi stabiliti eliminando tutte le possibile interferenze e rischi di infortunio, consentendo il regolare svolgimento dell’attività lavorativa dell’azienda committente.

Ispezione periodiche scaffalature Magazzino: si risparmia?

Molto ed elenco subito le voci di risparmio più importanti che, a seconda delle dimensioni del magazzino dell’azienda, possono essere più o meno elevate.
Prima di tutto vorrei fare una semplice riflessione su ciò che giornalmente accade nei magazzini.

Negli ambienti destinati allo stoccaggio delle merci, siano esse materie prime, semilavorati o prodotti finiti abitualmente coesistono:
– il capannone
– l’impiantistica elettrica, idraulica
– l’eventuale impianto antincendio e di spegnimento
– il personale
– i mezzi per la movimentazione
– le attrezzature di lavoro, tra cui le scaffalature metalliche.

Le manutenzioni sull’immobile, sugli impianti elettrici e idraulici normalmente si fanno all’occorrenza e aggiungerei tempestivamente (quale imprenditore non si mobilita immediatamente se dal tetto entra acqua, se c’è un guasto all’impianto elettrico, o una perdita nell’impianto idraulico).

La manutenzione sugli impianti antincendio è obbligatoria e periodica. Anche i mezzi per la movimentazione sono sottoposti a manutenzioni ordinarie programmate. Il datore di lavoro deve far sottoporre i dipendenti a visita medica periodica.
Tutte le azioni sopra descritte vengono svolte sia perché sono per legge obbligatorie, per il rispetto della normativa sulla sicurezza, sia perché provocano un danno economico e di servizio immediatamente visibile(fermi produzione, danneggiamento merci, maggiori pericoli per la salute dei lavoratori, rischi per le coperture assicurative, ecc.)

Ho lasciato per ultime le attrezzature di lavoro tra le quali molti non sanno che rientrano le scaffalature metalliche. L’imprenditore nei confronti delle attrezzature di lavoro ha un comportamento orientato alla manutenzione straordinaria quindi all’intervento solo in presenza di guasti.
Questo modo di fare è sbagliato per due motivi.
Il primo è che il d. lgs 81/2008(che ha sostituito la legge 626), che dà disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, all’art. 71 comma 4 troviamo:

” Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché:
a) le attrezzature di lavoro siano:
1) installate ed utilizzate in conformità alle istruzioni d’uso;
2) oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di cui all’articolo 70 e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione;
3) assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza stabilite con specifico provvedimento regolamentare adottato in relazione alle prescrizioni di cui all’articolo 18, comma 1, lettera z);
b) siano curati la tenuta e l’aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro per cui lo stesso è previsto”.
All’interno dello stesso articolo 71 troviamo ulteriori prescrizioni per alcune tipologie di attrezzature di lavoro, tra le quali sicuramente rientrano le scaffalature metalliche, in particolare riporto i commi 8, 9, 11:
“8. Fermo restando quanto disposto al comma 4, il datore di lavoro, secondo le indicazioni fornite dai fabbricanti ovvero, in assenza di queste, dalle pertinenti norme tecniche o dalle buone prassi o da linee guida, provvede affinché:
a) le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione siano sottoposte a un controllo iniziale (dopo l’installazione e prima della messa in esercizio) e ad un controllo dopo ogni montaggio in un nuovo cantiere o in una nuova località di impianto, al fine di assicurarne l’installazione corretta e il buon funzionamento;
b) le attrezzature soggette a influssi che possono provocare deterioramenti suscettibili di dare origine a situazioni pericolose siano sottoposte:
1) ad interventi di controllo periodici, secondo frequenze stabilite in base alle indicazioni fornite dai fabbricanti, ovvero dalle norme di buona tecnica, o in assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona prassi;
2) ad interventi di controllo straordinari al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni di sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali riparazioni, trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività;
c) gli interventi di controllo di cui alle lettere a) e b) sono volti ad assicurare il buono stato di conservazione e l’efficienza a fini di sicurezza delle attrezzature di lavoro e devono essere effettuati da persona competente.
9. I risultati dei controlli di cui al comma 8 devono essere riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, devono essere conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza.
11. Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate in allegato VII a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo allegato. La prima di tali verifiche è effettuata dall’ISPESL che vi provvede nel termine di sessanta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi delle ASL e o di soggetti pubblici o privati abilitati con le modalità di cui al comma 13. Le successive verifiche sono effettuate dai soggetti di cui al precedente periodo, che vi provvedono nel termine di trenta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati, con le modalità di cui al comma 13. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.

In sintesi, dall’analisi dei commi come sopra riportati, risulta che l’ispezione e la manutenzione delle scaffalature metalliche è obbligatoria, va eseguita da personale idoneo ed abilitato, e periodicità e tipologia degli interventi sono riportati nel manuale di uso e manutenzione che obbligatoriamente il costruttore delle scaffalature metalliche deve rilasciare.
Questo è il primo errore dell’imprenditore nel non effettuare l’ispezione e manutenzione periodica degli impianti di scaffalatura. Il secondo errore in questo modo di fare è legato alle implicazioni economiche(e qui torno al discorso iniziale sul risparmio).
Effettuando sull’impianto di scaffalatura una manutenzione programmata, è possibile evitare situazioni di pericolo che possono provocare incidenti, infortuni, e impedire interruzioni dell’attività ottimizzando l’uso del magazzino(e questi sono risparmi che ciascun imprenditore nella propria realtà aziendale può quantificare).
Le ispezioni programmate evitano:
1) Infortuni alle persone
2) Danni ai materiali
3) Interruzione dell’attività produttiva
4) Perdite di funzionalità e conseguenti perdite economiche
5) Procedimenti penali a carico dell’acquirente per non aver effettuato una manutenzione corretta

Ciò dovrebbe spingere l’imprenditore a effettuare le ispezioni e manutenzioni periodiche delle scaffalature metalliche, più che gli obblighi di legge. Sono convinto che se si entrasse nell’ordine di idee che la sicurezza nei luoghi di lavoro è un valore aggiunto per l’azienda, il titolare dell’impresa avrebbe tutto l’interesse a fare il massimo invece di viverla come un obbligo legato al rispetto di una legge che molto spesso è anche difficile da comprendere.

Aiuto! Crollo di un magazzino…

Vedendo questo video come prima reazione ho pensato che non fosse vero, ma mi sbagliavo. Mi sono chiesto che fine avrà fatto il conducente del carrello elevatore che ha provocato il collasso delle scaffalature, visto che l’operatore dell’altro carrello lo si vede correre insieme ad altri a soccorrere il collega. Se si è salvato dallo schiacciamento sicuramente dovrà ancora riprendersi dai fumi e fiumi di alcool delle bottiglie di vodka che si sono frantumate 😀

A parte gli scherzi le valutazioni da fare sono diverse. Vedere due carrelli elevatori che lavorano contemporaneamente, con pallet di materiale a terra che ingombrano i corridoi di lavoro non mi dà l’idea di una grande attenzione ai temi della sicurezza. Presumo che i pallet a terra siano lì per fare attività di picking, il che aumenta i rischi di infortunio poiché negli stessi spazi senza alcuna tipologia di protezione o segnalazione coesistono macchine in movimento e operatori. Questo video, ma vi assicuro che ce ne sono altri, riesce a sfatare un mito: quello che in un modo o nell’altro le scaffalature rimangono sempre in piedi. Mi piacerebbe sapere se gira un video da qualche parte sulla rete in cui si vede la reazione del proprietario dell’azienda dopo l’incidente e magari, se fosse stato possibile, confrontarlo con un eventuale video di quando ha deciso di affidarsi ad una determinata azienda per la fornitura delle scaffalature. Cosa avrà chiesto al suo fornitore?
Il Prezzo, e penso che il fornitore lo abbia accontentato, visto che si è “dimenticato” di far presente che è consigliabile, ma io dico indispensabile, inserire protezioni su montanti verticali delle scaffalature in maniera particolare nei corridoi di transito. Un effetto domino così, mi fa pensare che l’urto del carrello sul montante dello scaffale sia la classica “goccia che fa traboccare il vaso”. Quindi o le scaffalature sono state dimensionate in maniera errata, oppure sono state sovraccaricate, cosa che non mi stupirebbe visto che non c’è traccia della presenza di tabelle di portata e dubito che i carrellisti siano stati istruiti sul corretto criterio di utilizzo delle scaffalature. Visto che il fatto è accaduto in Russia, non conoscendo come funzionano lì le cose, è possibile che il titolare dell’azienda, smaltita la “sbornia” delle 170.000€ di vodka andati in fumo, stia pasteggiando a caviale e champagne. Se fosse successo in Italia vi assicuro che l’imprenditore avrebbe trascorso le peggiori feste di Natale della sua vita. Da noi già vedere dei carrelli elevatori diesel lavorare all’interno di un magazzino non è concepibile. Il titolare di un’azienda italiana, oltre al danno economico subito, sarebbe stato responsabile sia nel caso di provato cattivo dimensionamento delle scaffalature sia in quello di non aver vigilato e quindi impedito che fossero sovraccaricate. In generale avrebbe dovuto dimostrare di aver fatto tutto il possibile e immaginabile affinché l’evento, il collasso delle strutture, non si verificasse. E inizia qui per lui, che già in condizioni normali rischia di suo, l’inesorabile travaglio degli avvocati, delle responsabilità civili e penali, dei continui controlli degli organi preposti, delle rivendicazioni dei sindacati, e se ci sono perdite di vite umane o infortuni seri dei rimorsi di coscienza. Danni economici e d’immagine incalcolabili. Tutto questo a fronte di che cosa. Nel magazzino del video poniamo che le scaffalature siano state acquistate a 10.000€ , se anche l’acquirente avesse risparmiato il 50% quindi 5.000€ rispetto ad un altro fornitore che però dava garanzie di serietà, di attenzione alla sicurezza, di utilizzo di materiali certificati, di esperienza nel settore possiamo tranquillamente dire già solo per il fatto che deve riacquistare di nuovo le scaffalature che inizialmente ha risparmiato 5.000€ ma ne ha persi almeno 10.000€ (mi auguro che non rifaccia lo stesso errore e che spenda 15.000€) più tutti i costi di ripristino del magazzino, con conseguente arresto o diminuzione delle attività.
Un giorno mi chiama il responsabile della logistica di un’azienda ns cliente e mi dice che un operatore era andato ad urtare un montante verticale di uno scaffale di 4 piani in altezza, dove su ogni piano ci sono 4.000kg di materiale, con un carrello trilaterale. Per i profani il carrello frontale del video potrebbe pesare 20.000kg, il trilaterale pesa 80.000kg.  Seppur allarmato sapevo di aver fatto tutto il possibile, in accordo con il cliente, perché un evento del genere non causasse danni e infortuni.  Lo scaffale correttamente dimensionato, con l’ausilio delle protezioni, aveva risposto in maniera ottimale, piegandosi sul montante che aveva subito il colpo ma senza collassare evitando così la caduta dei materiali. Tutto si è risolto con la semplice sostituzione del montante danneggiato. Questo non vuol dire che esiste uno scaffale che possa resistere all’urto di un carrello elevatore di qualunque tipo che gli va contro a velocità sostenuta. L’importante è informare l’acquirente e mettere in atto tutte le precauzioni possibili affinché un evento possibile e molto frequente come l’urto dei carrelli contro gli scaffali, non si trasformi in un danno incalcolabile, con le conseguenze sopra esposte.
Ritengo a questo punto fondamentale per l’imprenditore che deve procedere all’acquisto di strutture per il magazzino di affidarsi a fornitori certificati e di provata esperienza che hanno la forza e la certezza di potergli dire ”tranquillo, con noi sei in buone mani”.