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Terremoto: La Mercanti è iscritta all’Anagrafe Antimafia degli Esecutori

Per garantire la legalità delle attività di ricostruzione nei territori del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016, è stata istituita una struttura di missione con il compito di verificare la documentazione antimafia degli operatori economici impegnati nei lavori. Ne deriva che, per la partecipazione, a qualunque titolo e per qualsiasi attività, agli interventi di ricostruzione, pubblica e privata, nei comuni del “Cratere sismico”, gli operatori economici debbano essere iscritti nell’Anagrafe antimafia degli esecutori.

In data 23/08/2017 La Mercanti srl ha ricevuto, dal Ministero dell’Interno, tale iscrizione ai sensi dall’art. 30, comma 6 del D.L. n. 189 del 2016 convertito in Legge n. 229 del 2016, per questo motivo è abilitata alla fornitura di arredi per ufficio, casa, hotel, scuole e scaffalature per magazzini antisismici.

Scaffalature antisismiche: sicurezza e responsabilità nei magazzini industriali

La Mercanti conferma il suo impegno di azienda fornitrice di soluzioni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza nei magazzini industriali, proponendo le scaffalature metalliche antisismiche, progettate e realizzate secondo le più recenti normative e conoscenze tecniche.

Alla luce dei recenti eventi sismici che hanno colpito, e stanno ancora colpendo, le Marche, l’Umbria, l’Abruzzo e il Lazio, diventa obbligata, nella realizzazione di nuovi magazzini per lo stoccaggio di materiali, la scelta di scaffalature antisismiche.
Scegliere scaffali antisismici mette le aziende al riparo dai gravosi risvolti penali e dalle perdite economiche per possibili gravi infortuni dei lavoratori e danneggiamento o distruzione delle merci, in caso di evento sismico che potrebbe provocare il collasso delle scaffalature non progettate per resistere al sisma

Il prossimo 25 novembre si svolgerà c/o il Complesso Forum di Confindustria Servizi, in contrada S.Giovanni di San Benedetto del Tronto(di fronte Centro Commerciale Portogrande) il convegno “SCAFFALATURE ANTISISMICHE: SICUREZZA E RESPONSABILITA’ NEI MAGAZZINI INDUSTRIALI” a cura de La Mercanti srl in collaborazione con Rosss spa scaffalature industriali.

L’incontro, che vale come corso aggiornamento RSPP di 4 ore, con rilascio di attestato di partecipazione, indicherà il corretto iter da seguire nella scelta di nuove scaffalature metalliche per magazzini industriali, con particolare riguardo al panorama normativo sull’antisismica e con le implicazioni legali riguardo la sicurezza, gli obblighi e responsabilità dei diversi attori coinvolti nell’acquisto.

Verranno inoltre trattati i temi su come eseguire interventi migliorativi sul parco scaffalature esistente e sull’importanza delle visite ispettive ed il mantenimento del buono stato degli scaffali (momento formativo su uni-en 15635).

Relatori del convegno:
Prof. Orlando Maurizio (docente di Tecnica delle Costruzioni Università di Firenze)
Ing. Giovanni Lavacchini (Libero professionista specializzato nella progettazione di nuove costruzioni in acciaio e calcestruzzo armato antisismiche, nell’adeguamento sismico delle costruzioni esistenti e nella progettazione dei magazzini autoportanti)
Avv. Francesco Piccaglia De Eccher (Studio legale Piccaglia – Bologna- Specializzato sugli aspetti normativo-legali relativi al Testo Unico sulla Sicurezza D. Lgs. 81/08)
Simone Bettini (Direttore Generale e Vicepresidente Rosss spa, azienda produttrice di scaffalature metalliche e all’avanguardia nella progettazione e realizzazione di strutture per lo stoccaggio antisismiche

Bonus mobili: arredi detraibili al 50%

La proposta di includere i mobili e gli arredi fra le opere ammesse alla detrazione del 50% è stata approvata il 31 Maggio scorso, dal Consiglio dei ministri.

Vediamo cos’è il bonus mobili.
Nei prossimi mesi (dal 1 luglio 2013 al 31 dicembre 2013) avremo la possibilità di acquistare ogni tipo di mobilio (fisso o di complemento) finalizzato all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo (per un massimo di 10 mila euro). La spesa sarà detraibile al 50% in un tempo di 10 anni. Home office, sedie e poltrone, divani, tavoli, pareti divisorie, i sanitari per il bagno, la cucina e molto altro. Le spese sostenute potranno andare in detrazione, in sede di dichiarazione dei redditi.

Così come previsto per le ristrutturazioni, anche per il bonus mobili è necessario che il pagamento sia effettuato tramite bonifico e nel quale devono essere indicate sia la causale del versamento, sia il codice fiscale di chi effettua l’acquisto e sia codice fiscale o partita iva del fornitore.

Progettare il magazzino in zona sismica

Alla luce degli avvenimenti che hanno colpito L’Emilia Romagna, con le immagini e notizie di distruzione e di morte provocate dal terremoto volevo fare alcune considerazioni su come progettare il magazzino in zona sismica.

Innanzitutto mi ha colpito molto vedere che a differenza del sisma de L’Aquila dove principalmente era stata colpita l’edilizia residenziale, nel caso dell’Emilia Romagna oltre alle strutture residenziali sono state duramente colpite anche quelle produttive nelle quali ci sono state anche perdite di vite umane. Parlando dei danni alle attività industriali ho ancora impresse negli occhi le immagini delle scaffalature metalliche collassate con tutto il loro carico, con le immagini più significative dei pallet di piastrelle di ceramica crollati a terra o delle centinaia di migliaia di forme di Parmigiano Reggiano cadute anche loro a terra con le scaffalature che le sostenevano.

Al di là di quello che si poteva fare e non è stato fatto credo oggi sia utile pensare a ciò che si può fare per esempio quando si devono acquistare scaffalature metalliche per magazzino in zona sismica. Premessa fondamentale è che allo stato attuale in Italia, con la nuova classificazione sismica del territorio, sono previste quattro possibili zone: zone di sismicità alta (zona 1), media (zona 2) e bassa (zona 3), mentre per la zona 4, di nuova introduzione, viene data facoltà alle regioni di imporre l’obbligo della progettazione antisismica. In ogni zona è, infatti, prevista l’applicazione della progettazione sismica con livelli differenziati di severità, salvo, come anzidetto, nella zona 4.

Nel caso di acquisto di scaffalature metalliche, come porta pallet, drive-in, cantilever, assimilabili ad attrezzature di lavoro, quindi in Classe 2, (che a differenza di quelle in Classe 1 quali magazzini autoportanti, soppalchi, ecc. non prevedono un obbligo esplicito al rispetto della normativa antisismica per le costruzioni), secondo me sono due le ragioni che dovrebbero spingere l’imprenditore a scegliere, e direi alle aziende fornitrici a consigliare di acquistare, scaffalature progettate e realizzate per zone sismiche:
-la prima è comunque che l’obbligo di acquistare scaffalature antisismiche proviene dall’applicazione del d. lgs. 81/2008, ex 626, che dà disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, nel momento in cui il datore di lavoro o il responsabile del sevizio di prevenzione e protezione vanno ad eseguire un’attenta valutazione dei rischi (tra i quali non possono sicuramente tralasciare di informarsi in che zona sismica si devono installare le scaffalature). Una volta a conoscenza della zona sismica la misura preventiva per evitare infortuni del personale è quella di acquistare una scaffalatura antisismica rivolgendosi a fornitori che siano in grado di progettare e realizzare prodotti idonei ad essere installati nella zona sismica individuata e a rilasciare idonea documentazione che certifichi le strutture come antisismiche
– la seconda motivazione è di carattere economico. Ritorno alle immagini dei danni del terremoto e inviterei ogni imprenditore a valorizzare il materiale che normalmente ha stoccato sulle scaffalature. Nel caso del parmigiano reggiano hanno quantificato un danno complessivo per centinaia di milioni di Euro. Ogni impresa nel proprio piccolo potrebbe avere danni per migliaia, centinaia o milioni di Euro. Bene una semplice misura di prevenzione che è quella di acquistare scaffalature antisismiche, che sicuramente hanno un costo iniziale maggiore rispetto a quelle non antisismiche, permette di risparmiare importi importanti legati al non danneggiamento delle merci, senza considerare gli ulteriori risparmi legati al non dover eseguire attività di ripristino e al non dover interrompere l’attività lavorativa. Altro particolare importante è il miglioramento delle condizioni di sicurezza del personale (purtroppo il terremoto non ci avvisa prima e trovarsi ad operare all’interno di un magazzino dove la merce stoccata sulle scaffalature o le stesse scaffalature cadono giù è estremamente pericoloso).

Oggi le aziende che devono acquistare strutture come le scaffalature metalliche in zona sismica sanno che non possono e non devono più affidarsi al destino ma possono trovare fornitori in grado di progettare e costruire prodotti antisismici in base alle loro esigenze.

Quaranta5 di Fantoni anticipa la revisione della normativa europea UNI EN – 527/1

La collezione di scrivanie ufficio Quaranta5 anticipa la revisione della normativa europea UNI EN – 527/1 che prevede un’altezza del piano di lavoro a 74 cm ± 20 e una profondità della scrivania inferiore agli 80 cm per l’utilizzo di portatili o schermi piatti inferiore ai 17”.


I piani con profilo a 45° sono un elemento distintivo del design Fantoni: dal programma Multipli del 1968, esposto al MoMA di New York, alla collezione Mèta del 1996. Un’ evoluzione che continua con Quaranta5, il programma creato per offrire una dimensione di lavoro ottimale, sempre nel segno dell’essenzialità e della vivibilità.

Armadi metallici per Archiviazione: normativa

La normativa vigente impone spesso alle aziende scelte organizzative costose ed estranee al proprio core-business, per la creazione e conservazione dei propri archivi, siano essi cartacei che ottici.

Il D.Lgs. 81/2008, rende necessario inserire nel Documento di Valutazione dei Rischi aziendale anche i requisiti tecnici dei locali archivio che devono sempre risultare adeguatamente protetti.

Il Codice in materia di protezione dei Dati Personali D.Lgs. 196/2003 rende necessario assicurare la tutela relativa ai dati contenuti negli archivi aziendali (cartacei ed elettronici) descrivendo nel proprio Documento Programmatico sulla Sicurezza le misure adottate per ottenere la protezione dei propri archivi.

Le Certificazioni di Qualità ISO aziendali richiedono sempre la descrizione dei processi adottati per ottimizzare, monitorare e mantenere nel tempo, gli standard qualitativi adottati dall’azienda, anche per quanto riguarda il processo di archiviazione dei propri dati.

La Mercanti offre una gamma completa di armadi metallici, classificatori in metallo e armadi sicurezza dalle linee pulite capaci di soddisfare in modo qualificato ed affidabile tutte le esigenze di classificazione degli ambienti di lavoro, garantendo uno stile minimale agli ambienti e il rispetto delle normative.

Armadi spogliatoio: adempimenti

Gli armadi spogliatoio in metallo non sono soltanto un freddo oggetto in cui rinchiudere le proprie cose, ma una parte importante della nostra giornata lavorativa: la normativa 626 prevede che gli imprenditori forniscano ai loro lavoratori appositi locali in cui possano cambiarsi per indossare indumenti di lavoro specifici (grembiuli, camici, uniformi, divise, etc).
All’interno degli spogliatoi, inoltre, devono essere disponibili armadi metallici o in HPL che permettano ad ogni lavoratore di poter chiudere a chiave i propri indumenti durante il tempo di lavoro: normali armadietti spogliatoio di varie dimensioni dotati di serratura individuale.
La legge, tuttavia, specifica che: “nel caso in cui i suddetti lavoratori svolgano attività insudicianti, polverose, con sviluppo di fumi o vapori contenenti in sospensione sostanze untuose o incrostanti, nonché in quelle dove si usano sostanze venefiche, corrosive o infettanti o comunque pericolose, gli armadi per gli indumenti da lavoro devono essere separati da quelli per gli indumenti privati”.
Possono essere adottate due soluzioni: fornire due armadietti per ogni lavoratore, o utilizzare degli speciali armadietti spogliatoio con divisorio interno sporco pulito, che permettono di tenere separati gli indumenti sporchi da quelli puliti.

La legge 626 – art. 40 (Spogliatoi e armadi per il vestiario) prevede i seguenti adempimenti:

1. Locali appositamente destinati a spogliatoi devono essere messi a disposizione dei lavoratori quando questi devono indossare indumenti di lavoro specifici e quando per ragioni di salute o di decenza non si può loro chiedere di cambiarsi in altri locali.
2. Gli spogliatoi devono essere distinti fra i due sessi e convenientemente arredati.
3. I locali destinati a spogliatoio devono avere una capacità sufficiente, essere possibilmente vicini ai locali di lavoro aerati, illuminati, ben difesi dalle intemperie, riscaldati durante la stagione fredda e muniti di sedili.
4. Gli spogliatoi devono essere dotati di attrezzature Armadietti spogliatoio classici, sporco pulito, con tramezza, acciaio inox, sovrapposti, che consentano a ciascun lavoratore di chiudere a chiave i propri indumenti durante il tempo di lavoro.
5. Qualora i lavoratori svolgano attività insudicianti, polverose, con sviluppo di fumi o vapori contenenti in sospensione sostanze untuose od incrostanti, nonchè in quelle dove si usano sostanze venefiche, corrosive od infettanti o comunque pericolose, gli armadi per gli indumenti da lavoro devono essere separati da quelli per gli indumenti privati. Armadietti con divisorio sporco pulito.
6. Qualora non si applichi il comma 1 ciascun lavoratore deve poter disporre delle attrezzature di cui al comma 4 per poter riporre i propri indumenti.

PRECISAZIONE: IL TESTO DELLA NORMA SOPRA RIPORTATO DELINEA I CARATTERI GENERALI A CUI IL DATORE DI LAVORO SI DEVE ATTENERE PER ESSERE IN REGOLA CON QUANTO PREVISTO DAL DLG 626/94

Sedie ufficio e UNI 1335: principi ergonomici e requisiti funzionali minimi

Le condizioni di lavoro e la protezione delle persone che lavorano in ufficio, in termini di sicurezza e salute, prevedono che le “sedie da lavoro per ufficio” vengano prodotte secondo i principi ergonomici ed i requisiti funzionali minimi contenuti nelle seguenti norme:

UNI EN 1335-1, dimensioni e determinazione delle dimensioni;
UNI EN 1335-2, requisiti di sicurezza;
UNI EN 1335-3, metodi di prova per la sicurezza.

Le sedie sono catalogate, in base a specifiche caratteristiche prestazionali e dimensionali, in tre diverse classi.
La classe A prevede i requisiti dimensionali più restrittivi, rispetta maggiormente le dimensioni antropometriche dal 5% al 95% della popolazione.
La classe B prevede i requisiti intermedi tra le classi, rispettando i requisiti minimi richiesti dal D.Lgs. 626.
La classe C è caratterizzata dai requisiti minimi.

Sono state pubblicate nello scorso mese di giugno 2009 le revisioni di due norme che interessano la sicurezza e la salute delle persone che lavorano in ufficio: si tratta di due documenti relativi alle sedie da lavoro per ufficio, che devono essere prodotte e commercializzate secondo specifici requisiti funzionali e principi ergonomici per permettere al lavoratore di mantenere una postura corretta.

Resta in vigore la norma UNI EN 1335-1 : 2000 “Mobili per ufficio – Sedia da lavoro per ufficio – Dimensioni – Determinazione delle dimensioni” che specifica sia le dimensioni di tre tipologie di sedie (A, B e C) sia i metodi di prova per la determinazione di tali dimensioni. Per sedia da lavoro per ufficio nella norma si intende “una seduta per una persona, con schienale, con o senza braccioli” dove “la parte superiore della sedia, che include il sedile, ruota nel piano orizzontale ed è regolabile in altezza”.

La prima revisione riguarda la norma UNI EN 1335-2 : 2009 “Mobili per ufficio – Sedia da lavoro per ufficio – Parte 2: Requisiti di sicurezza” che specifica i requisiti meccanici di sicurezza delle sedie da lavoro per ufficio: tali requisiti sono basati su un utilizzo giornaliero di 8 ore da parte di una persona di peso non superiore a 110 kg. L’Appendice A della norma include carichi, masse e cicli di prove di sicurezza.

La UNI EN 1335-3 : 2009 “Mobili per ufficio – Sedia da lavoro per ufficio – Parte 3: Metodi di prova” specifica invece i metodi di prova per verificare la stabilità, la resistenza e la durabilità delle sedie da lavoro per ufficio. Non specifica le prove relative all’omologazione di singoli componenti: le prove devono essere applicate alla sedia vista come un articolo di arredamento, completamente assemblata e pronta per l’uso. Le prove, che consistono nell’applicazione -alle varie parti del prodotto- di forze che simulano un utilizzo funzionale normale, sono state messe a punto per valutare le proprietà della sedia da lavoro e non riguardano i materiali, il design, il processo di produzione.